Cosa vedere in 48 ore a New York - mini guida per un weekend

12:41


"Era troppo per crederla vera: così complicata, immensa, insondabile,
E così bella, vista da lontano:
canyon d'ombra e di luce, scoppi di sole sulle facciate in cristallo,
e il crepuscolo rosa che incorona i grattacieli come ombre senza sfondo
drappeggiate su potenti abissi."
Jack Kerouac

Metti un weekend nella Grande Mela, 48 ore a testa in su guardando il cielo denso intrappolato tra i grattacieli, camminando in quel meltingpot di colori e odori che affascina da sempre il mondo intero.
New York è così bella, e immensa. Ecco qualche idea da segnarvi se avete in programma di trascorrere qui qualche giorno, o anche solo 48 ore molto concentrate. Se avete la fortuna di essere qui in autunno o primavera approfittate delle giornate lunghe e dell'aria tiepida e godetevi i colori e la luce che scalda Manhattan camminando il più possibile, ma se il tempo è poco e non volete rinunciare a vedere nulla usate la metropolitana per velocizzare gli spostamenti da una zona all'altra.

colazione e shopping beauty
Iniziate la prima giornata con una colazione importante a base di pancakes o uova e caffè, per fare il pieno di energia. Un ottimo indirizzo per i pancakes è The Harold (nella foto qui sotto i suoi pancakes con mirtilli, ricotta e lemon cream). Qui a fianco tra l'altro c'è Korean Way, una tappa imperdibile per le amanti dello shopping beauty. Trovate diversi monomarca coreani, da Tonymoly a Nature Republic, per acquistare ogni genere di siero, crema o prodotto make up che arriverà in Italia tra qualche anno, ma ci sono anche moltissimi negozietti indipendenti in cui fare affari acquistando ricercate maschere in tessuto a pochissimi dollari.


Central Park e musei
Scegliete (a seconda dei gusti o del clima), di rilassarvi con una passeggiata a Central Park, magari con annesso giretto in barca sul lago; un'ora di noleggio costa circa 10 dollari. Dopo o in alternativa vi consiglio una tappa al Met (Metropolitan Museum), imperdibile se non ci siete mai stati, oltretutto comodo perché è proprio a fianco del parco.
Se invece ci siete già stati o il tempo non è clemente potete anche saltare Central Park e dirigervi al Moma (Museum of Modern Art), considerate che una visita richiede qualche ora ma i piani imperdibili secondo me sono solo due, e all'uscita passeggiare per la 5th Avenue, raggiungere Bryant Park per un pranzo take away (è circondato da decine di sushi, catene come Le Pain Quotidiane e a fianco c'è anche il ristorante Barilla che prepara un'ottima pizza da asporto).
Questo parco è estremamente suggestivo perché circondato dai grattacieli, è attrezzato per mangiare grazie a decine di tavolini, e affaccia sul retro della New York Public Library, probabilmente la biblioteca più famosa al mondo, in cui vi consiglio di passare almeno una mezz'oretta per visitare le sale di lettura, la collezione di mappe e atlanti più ricca al mondo e lo shop. Il catalogo online facilita l'accesso alla biblioteca: chiamarla così è quasi riduttivo, si tratta di un vero e proprio tempio dedicato all'arte e alla cultura considerato che raccoglie articoli di inestimabile valore, come la Dichiarazione d'Indipendenza americana scritta a mano da Thomas Jefferson.
Scegliere tra il Met e il Moma è difficile, sono entrambi favolosi: il Met tra i due è quello che richiede più tempo per la visita perché è davvero immenso, si passa dall'arte egizia a quella greca e romana, a quella moderna; il biglietto costa 20$ circa per entrambi, non c'è bisogno di prenotarlo in anticipo (al Met si acquista direttamente alle macchinette automatiche, ed è valido anche per visitare i Cloisters, una piccola sede distaccata all'interno di Central Park, composta da parti di chiostri e chiese europee, dedicata all'arte medievale); entrambi chiudono verso le 17,30.
NB. Su diverse guide è indicato che il Moma ha l'ingresso gratuito tutti i venerdì sera dalle 16 alle 20, ma ve lo sconsiglio se volete evitare lunghe file e resse davanti a ogni singolo quadro.


flea market, High line e Meatpacking
Se è weekend raggiungete Hell's Kitchen e perdetevi a curiosare tra le bancarelle del flea market che viene allestito ogni sabato e domenica. Si trova di tutto, pellicce, occhiali vintage, vecchie targhe, polverosi cimeli che chiamano antichità molto altro ancora. Raggiungete poi il gettonato Chelsea Market se siete curiosi, ma non aspettatevi nulla di sensazionale, è tutto costruito per i turisti e le proposte lasciano a desiderare come rapporto qualità-prezzo (parlo sia dei negozi che dei ristoranti). Molto carina invece la High line per una passeggiata: si tratta di una sorta di camminata sopraelevata costruita su vecchi binari ferroviari per riqualificare l'area, e in alcuni punti ha bellissimi scorci tra vecchi e nuovi palazzi.
Terminate la giornate nel Meatpacking District, un quartiere innovativo e ricco di locali e gallerie, magari scegliendo per cena uno dei tanti ristoranti con rooftop panoramico. Molto carino da vedere il Gansevoort Market, trasferito da poco in un'affascinante location, che riunisce moltissimi stand gastronomici: vi conquisteranno le ostriche e le crepes, l'atmosfera studiata nei minimi dettagli e il piccolo cafe outdoor.


Coney Island o Statua della Libertà
Se avete voglia di cambiare aria rispetto a Manhattan, prendete la metropolitana per raggiungere Coney Island, un quartiere residenziale molto suggestivo e decadente alle pendici di Brooklyn, in cui tutto o quasi è rimasto indietro di una ventina di anni. C'è una lunghissima spiaggia, c'è il Luna park più antico del mondo con la ruota panoramica che affaccia sull'oceano (un giro qui è d'obbligo), c'è lo storico Nathan's per mangiare hot dog al sole (non sono granché in realtà ma è un'istituzione, c'è chi dice addirittura li abbia inventati lui). Se invece avete un paio d'ore a disposizione e avete voglia di vedere la Statua della Libertà (ma gratis!) raggiungete Battery Park e da lì salite sullo Staten Island Ferry, il traghetto che normalmente utilizzano i pendolari di Staten Island per sbarcare a Manhattan. Ne parte uno circa ogni 30 minuti, e vi assicura una bellissima vista sia sulla statua che sullo skyline dal mare. Appena arrivati a Staten Island potete scendere e riprendere immediatamente il traghetto a fianco, per tornare indietro. Tra andata e ritorno impiegherete circa un'oretta.


Brooklyn 
Scegliete un'area da esplorare, tra quartieri residenziali in mattoni rosso scuro, alti alberi e pochi, pochissimi grattacieli. Un'altra New York, più calma e rilassata, piena di caffè, librerie, piccole gallerie e mercatini. Fra i quartieri di Brooklyn vi consiglio ovviamente Williamsburg, più a nord, l'area più hipster e creativa, in cui si trovano tutte le tendenze del momento, mercatini vintage e ristoranti etnici; trovate la maggior parte dei negozi interessanti lungo Bedford Avenue. Dumbo, vicinissima al ponte di Brooklyn, è un'area riqualificata negli anni '70 dopo che numerosi artisti avevano iniziato a trasferirsi qui e organizzare mostre e concerti in vecchi magazzini, che ha recentemente ripreso vita. Una zona ancora bellissima e che sfoggia graffiti, piccoli locali e librerie indipendenti, da girare a piedi tra Front St, Water St e Plymouth St.
Brooklyn Heights è un quartiere principalmente residenziale e molto tranquillo, famoso per gli edifici brownstones e le strade che abbiamo visto in mille film, da cui raggiungerete la camminata sull'East River che si affaccia su Lower Manhattan, per poter guardare la città dall'altra parte.

Consigli per gli acquisti:
Pink Olive concept store da cui è impossibile uscire a mani vuote
Catbird per acquistare gioielli fatti a mano di ispirazione vintage
Arbor Vitae per chicche come Levi's e cappottini anni '50. Hanno anche uno shop su Etsy
Artists & Fleas un mercatino che raccoglie creazioni di designer e abbigliamento second hand, (controllate date e orari perché forse è aperto solo nel weekend)
West Elm di cui vi ho parlato anche su Instagram, si trova a Dumbo ed è una tappa obbligatoria per acquistare arredi e oggettistica. Ha un caffè molto carino all'interno.
Powerhouse Arena una libreria indipendente a Dumbo per acquistare anche poster, agende e tatuaggi temporanei
Peas&Pickles supermercato con piccola area per pranzare (nella prima foto qui sotto!)
Atrium per un pranzetto chic con ostriche e sandwich al salmone. Vicinissimo al ponte, ha una piccola distesa



Ponte di Brooklyn + East Village
Camminare sul ponte di Brooklyn verso Manhattan al tramonto è uno dei must della visita in città: la luce calda che cambia piano piano, le ombre che scendono leggere sui tetti dei grattacieli e sull'acqua, gli autoscatti in posa, gli elicotteri che atterrano da lontano e quella sensazione di essere perennemente al centro di un film. Per cena a questo punto vi rimangono due valide alternative:

1) raggiungete NoLiTa, quartiere trendy vicino a Little Italy e cercate un posto per cenare: c'è davvero l'imbarazzo della scelta, molto carino ma forse più per il giorno è The Butcher's Daughter, vegetariano-vegano con piatti deliziosi e porzioni abbondanti; nel bar a fronte oltretutto hanno un bellissimo rooftop per il dopo cena.

2) perdetevi nell'East Village e regalatevi una cena in un giardino segreto (sempre se il tempo lo permette). Suggestivo e ricco di atmosfera è il piccolo giardino del The Standard Hotel, che offre ottimi burger e cocktail con contorno di alberi e lucine. L'area è una delle mie preferite in assoluto a New York, vivace, ricca di locali e ristoranti, alcuni aperti da poco come lo stellato Narcissa, proprio a fianco. Quindi una volta qui non vi resta che camminare e... scegliere!

Consigli per gli acquisti (e la cena):
The Butcher's Daughter, piccolo locale con distesa e piatti vegetariani
Sur la Table, negozio per gli appassionati di cucina e arredi, trovate cibo, formine per cupcakes, tazze e ogni genere di stranezza gastrochic (io ho comprato i popcorn blu!)
The Standard Hotel, per mangiare nel giardino se è estate, nella foto qui sotto
Narcissa, per un pranzo o cena preparati dallo chef stellato John Fraser
Turntable, vinili e molto altro, uno degli ultimi negozi dedicati alla musica prima dell'arrivo del digitale
Coffee Project, per una pausa caffè (tostato a Brooklyn, of course)

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