Epifanie a merenda: la stracciatella

14:11



"Ella mandò a prendere uno di quei biscotti pienotti e corti chiamati Petites Madeleines, che paiono aver avuto come stampo la valva scanalata d’una conchiglia di San Giacomo. Ed ecco macchinalmente oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione d’un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzetto di Madeleine. Ma, nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di biscotto toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me di straordinario. Un piacere delizioso m’aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. M’aveva subito resi indifferenti le vicissitudini della vita, le sue calamità, la sua brevità illusoria, nel modo stesso in cui agisce l’amore, colmandomi d’un’essenza preziosa [...]."
À la recherche du temps perdu, Marcel Proust


Pane e stracciatella sono le mie briciole di madeleine. 
Morsi che danno vita a mille ricordi, il passato che irrompe nel presente.
Ognuno ha i propri, no? I propri "cibi della memoria", che al primo assaggio aprono la strada a sensazioni vivissime, senza nessuna logica apparente.
Questa era una delle mie merende preferite da piccola, ed è una memoria talmente semplice da ricostruire...

Cosa vi serve:
circa 200 g di ricotta fresca
70-80 g di zucchero a velo (io uso quello vanigliato)
una tavoletta di cioccolato fondente (circa 100 g)
Lavorate bene lo zucchero con la ricotta fino ad ottenere una consistenza liscia e omogenea. Tagliate al coltello il cioccolato, a piccoli pezzi. Unitelo al composto, mescolate bene, e la stracciatella è pronta!

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