Antica Focacceria San Francesco, Palermo

21:32


Tre giorni, metà dicembre, Bologna -2° / Palermo +18°. E la scoperta di una terra di contrasti forti, che profuma di peperoncino, arancia e polvere.
Un piccolo mondo antico articolato in vicoli stretti e maleodoranti, palazzi maestosi, case decadenti e cantieri incompiuti, chiese bellissime e panni stesi ad ogni balcone. Così, come te li aspetti.
 
 
Siamo capitatati all’Antica Focacceria San Francesco un venerdì all’ora di pranzo, quasi per caso, era proprio dietro al nostro hotel, ma ne avevo già letto alcune recensioni. È uno dei locali storici della città, aperto dal 1838 di fronte alla chiesa di San Francesco, in una piccola piazzetta del centro, e negli anni è diventato simbolo e portavoce della tradizione antichissima degli ambulanti adesso incarnata dalla filosofia dello street food.
 "Mangiare consapevole", nel rispetto del territorio e quindi anche degli ingredienti.
 
Sul loro sito (3D!) potrete leggere tutta la storia di questo angolo palermitano, di come i proprietari negli anni si siano coraggiosamente opposti alla mafia e al pagamento del pizzo, di come siano riusciti ad arrivare, nel 2012, ad avere tanti punti vendita in tutta Italia (li trovate anche a Milano, Verona, Roma, Pescara, Napoli, Bari e Catania) ed altre prossime aperture in cantiere.


Ma il cuore è ancora qui. Ed è allegro e un po’ frenetico, alla buona, di quelli che “prenda il vassoio, la tovaglietta di carta e si metta in fila”. I prezzi sono davvero BASSI, le proposte di certo non leggere, ma siamo in Sicilia dopotutto! Focacce farinose ripiene di verdura fresca, panelle e crocchè, moffolette farcite, pizze, arancine, e poi pasta alla norma, cous cous di pesce, involtini, sarde a beccafico, eccetera eccetera…
In pratica, ci mettete dieci minuti solo a scegliere cosa prendere, lì, in piedi, impalati di fronte al vetro a farvi odiare con i “Scusi ma quello che è?”
Ah, quasi dimenticavo i cannoli con il cioccolato (buoni, buoni, buoni!) e ovviamente la cassata. Dopo pranzo sarete ko per almeno sei ore, mettetelo in conto.
Non vi ho parlato di cosa vi aspetta proprio in mezzo al locale. LUI.


Davanti a LUI c’è la gente in fila che aspetta. LUI taglia piccoli panini morbidi e rotondi al sesamo, li apre, e poi li riempie con quella sostanza marrone che vedete nella grande pentola rotonda, ovvero pezzi di milza e polmone di vitello. 'U pani c'a meusa’, il pane con la milza, dicono sia proprio originario di qui. Dicono sia speciale, buonissimo, da provare assolutamente. Dicono. Per ora, il mio stomaco si rifiuta di prendere in considerazione la cosa ;-) Qualcuno l’ha mai assaggiato?!
 
 
 
 
Costo: circa 10

Via Alessandro Paternostro 58, Palermo
 
Qui sotto link e info:
 

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